██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Ducati
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
La mwegDucati Motor Holding S.p.A. è una mwewcasa motociclistica mwfaItaliana. Ha la sua sede a mwfqBologna, nel quartiere di mwfgBorgo Panigale.
Contents
• Storia
• Origini
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
Origini
L'mwhwazienda nacque nel gennaio mwia1926 per volontà dell'ingegnere mwiqAntonio Cavalieri Ducati (mwigComacchio 2 aprile mwiw1853 - Bologna 27 giugno mwja1927) con il nome di mwjqSocietà Scientifica Radiobrevetti Ducati (SSR Ducati), specializzata nella ricerca e produzione di tecnologie per le comunicazioni mwjgradio. Lo scopo era di sfruttare industrialmente i brevetti del figlio Adriano, pioniere delle trasmissioni radiofoniche. Questi, benché giovanissimo, aveva realizzato il primo collegamento stabile Italia-Stati Uniti e il primo collegamento simultaneo tra i cinque continenti. Ben presto, grazie ai figli di Antonio Ducati (morto solo un anno dopo la fondazione), l'azienda cominciò ad affermarsi, per poi espandersi in svariati campi industriali. I figli Adriano, Bruno e Marcello Cavalieri Ducati iniziarono la loro attività con la produzione di un condensatore denominato "Manens", nello scantinato di un edificio situato nel centro di mwjwBologna, in Via Collegio di Spagna. Adriano, in particolare, era un brillante studente di fisica di appena 19 anni: aveva collegato l'Italia con gli Stati Uniti per mezzo di mwkatrasmettitori a mwkqonde corte e bassa potenzacite-ref-2[2]. I fratelli Ducati svilupparono per vent'anni l'azienda nel settore delle radio e dei componenti elettrici.
Tra il mwlw1930 e il mwma1934 la produzione venne trasferita presso la villa della famiglia Ducati, in Via Guidotti. Nel mwmq1935 venne realizzato lo stabilimento dove hanno attualmente sede la Ducati Motor Holding Spa e la Ducati Energia Spa. La produzione venne ampliata con la realizzazione delle prime apparecchiature radiofoniche, dei primi sistemi di comunicazione interfonica (denominati "Dufono"), di antenne radio, proiettori cinematografici, addizionatrici (Duconta) e rasoi elettrici (Raselet)cite-ref-3[3]. Allo stabilimento di Borgo Panigale, verso la fine degli mwnganni trenta, vennero affiancati due ulteriori stabilimenti situati nella cintura di Bologna, a mwnwBazzano e a mwoaCrespellano.
Nel mwpg1939 fu creata la sezione ottica con l'importante collaborazione dell'mwpwIstituto Ottico di Firenze, diretto in quegli anni dal professore mwqaVasco Ronchi, potendo contare su ottimi tecnici provenienti dalla mwqqSalmoiraghi e dalla mwqgSan Giorgio, come l'ingegnere Bruscaglioni.cite-ref-sezione-ottica-e-fotocamere-4-0[4]
Durante il mwsasecondo conflitto mondiale, la Ducati fu obbligata, come tante altre aziende italiane, a convertire la sofisticata produzione da uso civile ad uso militare. In seguito all'mwsqarmistizio dell'8 settembre 1943, la fabbrica fu occupata dalle truppe tedesche; il 12 ottobre mwsg1944 venne distrutta da un bombardamento alleato.
Dopoguerra
A guerra finita nacque la necessità di realizzare una nuova linea di produzione da affiancare alle precedenti realizzazioni; fu così che su richiesta dell'mwuqIRI nel mwug1946 nacque il reparto motociclistico, come branca dell'azienda, allo scopo di produrre su licenza il mwuwmwvaCucciolo, un motore monocilindrico di 48 cc con cambio a due velocità da applicare come propulsore ausiliario ad una normale bicicletta, progettato dall'avvocato Aldo Farinelli e industrializzato dalla mwvqSIATA di mwvgTorino, che non aveva però le capacità industriali per far fronte all'insperato successo di questo prodottocite-ref-5[5]. Rilevati i diritti di produzione, la Ducati mise sul mercato il suo primo progetto originale, il mwwwCucciolo T2 (evoluzione dall'iniziale mwxaT1), il mwxqT0 - un mwxgT2 monomarcia - e il mwxwT3 (più prestazionali, affidabili e facili da produrrecite-ref-6[6]). Il modello venne nel frattempo applicato ad un telaio progettato dalla mwzaCaproni, ottenendo un mwzqbicimotore venduto in tutto il mondo in oltre 250.000 unità.
La sezione ottica nel 1946 realizzò la mwzwmwaaSogno, ovvero la prima di una serie di microfotocamere di cui uscirono negli anni diverse versioni e modelli. Tuttavia fu un insuccesso a causa della scarsa reperibilità dei mwaqrullini e dell'elevato prezzo di vendita. Nel mwag1952 la produzione fu cessata e nel mwaw1953 la sezione ottica venne chiusa per effetto di una mwbaristrutturazione aziendalecite-ref-sezione-ottica-e-fotocamere-4-1[4].
Il 1º marzo mwdg1948 i fratelli Ducati persero la guida dell'azienda a causa di una sentenza del Tribunale di Milano, che affidò la conduzione della Ducati a Giuseppe Veroi; Bruno fu confermato direttore generale, ma Adriano e Marcello furono dequalificati al grado di «consulenti generali»cite-ref-7[7]. Adriano scelse di emigrare negli Stati Uniti dove entrò nella mwewPlamadyne e diede importanti contributi allo sviluppo di mwfamotori al plasma per la mwfqNASAcite-ref-8[8].
Nei primi anni 1950 la Ducati mise sul mercato due nuovi modelli: il mwgwmwhaDucati 98, con motore ad aste e bilancieri, e lo mwhqscooter mwhgmwhwCruisercite-ref-9[9]. Le pesanti perdite causate dall'insuccesso commerciale di entrambi misero in seria difficoltà l'azienda, che riparò scorporando il settore meccanico da quello elettrico. Nel mwja1954 avvenne la scissione dell'azienda in mwjqDucati Meccanica e mwjgDucati Elettrotecnica: la Ducati Meccanica seguì la realizzazione di motoveicoli, mentre la Ducati Elettrotecnica continuò la strada inizialmente percorsa dalla famiglia Ducati. Sempre nel 1954 venne assunto in Ducati Meccanica mwjwFabio Taglioni, il geniale progettista mwkaromagnolo che sviluppò per l'azienda bolognese, tra il 1954 e il 1984, oltre mille progetti di moto e motori, ma soprattutto le tecnologie a tutt'oggi utilizzate, e rispettivamente il sistema mwkqdesmodromico, il motore bicilindrico e il mwkgtelaio a traliccio.
Il controllo statale
A partire dal 1975 la Ducati passò sotto il controllo dello Stato italiano tramite l'mwlqEFIM, che cedette l'azienda nel 1978 alla mwlgVM Motori (anch'essa sotto controllo statale, facendo all'epoca parte della galassia mwlwFinmeccanica), che si occupava soprattutto di motori diesel industriali e automobilistici: questo, unito alle difficoltà sul mercato (specialmente quello statunitense), patite per mano dei marchi giapponesi, videro l'azienda bolognese concentrarsi sulla produzione di motori diesel per conto della controllante e a toglier le moto dalla lista delle prioritàcite-ref-smith2012-10-0[10].
Risultati di questi fattori furono il tracollo delle vendite, passate da 7000 moto vendute nel 1981 a meno di 2000 nel 1984, e il mancato rinnovo della gamma, che vide le "Desmo a coppie coniche" uscire di produzione nel 1982, la mwnqPantah necessitare di un rinnovo e le "Bicilindriche Desmo Parallele" 350cc e 500cc non far breccia sul mercatocite-ref-smith2012-10-1[10]: fu questo il periodo della bocciatura del progetto mwogDucati Bipantah.
Nel mwqa1979 mwqqFinmeccanica aveva dato vita al raggruppamento diesel che affiancava la Ducati alla VM di mwqgCento e di mwqwTrieste, alla mwraIsotta Fraschini di mwrqBari e di mwrgSaronno e al Centro esperienze studi impiego diesel (Cesid), con una produzione motoristica diversificata.
Altro effetto negativo della gestione statale fu lo stop all'impegno agonistico, ritenuto un "lusso" che non ci si poteva permettere, tanto che in questa fase il ruolo di "squadra corse" della Ducati fu svolto in forma semiufficiale dalla scuderia bolognese NCR (mwsaNepoti Caracchi Rizzi, poi mwsqNepoti Caracchi Racingcite-ref-ducati-11-0[11]), col supporto esterno dell'ingegner Taglioni, Direttore tecnico Ducati, e di Franco Farné, Capo meccanico della squadra ufficialecite-ref-smith2009-12-0[12]: la gestione statale mise a repentaglio il futuro dell'azienda, che promuoveva la sua immagine essenzialmente grazie alle affermazioni sportivecite-ref-smith2012-10-2[10].
Gli anni Cagiva
Nel frattempo, nei primi anni ottanta, la varesina mwxaCagiva aveva stretto con la casa bolognese un accordo di fornitura dei motori mwxqPantah per poter creare le proprie moto di grossa cilindrata: col tempo i rapporti si strinsero e nel 1985 i fratelli mwxgClaudio e Gianfranco Castiglioni acquistarono la Ducati dalla VM Motori, con l'idea di spostare la produzione delle moto a Varese, per lasciare a Borgo Panigale l'assemblaggio dei motori "Pantah"cite-ref-smith2012-10-3[10].
L'azienda varesina mantenne il controllo fino al mwzq1996, anno in cui il mwzgTexas Pacific Group acquistò il 51% delle azioni, e questo decennio fu caratterizzato da forti investimenti nelle competizioni, coi successi nelle gare mwzwSuperbike a trainare le vendite dell'azienda.
Anni recenti
Il mw0gTexas Pacific Group acquistò il rimanente 49% della Ducati nel mw0w1998; l'anno successivo l'azienda mutò denominazione in mw1aDucati Motor Holding SpA e il fondo mw1qtexano collocò sul mercato oltre il 65% delle azioni possedute. Nello stesso anno fu organizzata la prima edizione del World Ducati Week (WDW): la settimana dedicata ai tifosi Ducatisti. In quell'occasione fu inaugurato il mw1gmuseo aziendale, che raccoglie i veicoli da competizione dal Cucciolo fino alle moderne mw1wDesmosedici.cite-ref-13[13]
Nel mw3q2006 il mw3gmarchio Ducati è ritornato in mani italiane con l'acquisto da parte di Investindustrial Holdings, la finanziaria di Andrea Bonomi, di una quota consistente del mw4qcapitale sociale.
Nel 2007 c'è stato un ritorno all'utile, chiudendo con un giro d'affari di quasi 398 milioni di euro, in aumento del 30,5% rispetto ai 305 milioni dell'anno precedente. I principali azionisti dell'anno sono: Invest International Holdings Ltd., tramite World Motor S.A; Hospitals of Ontario Pension Plan, tramite World Motors White Sca; BS Investimenti SGR S.p.A, tramite World Motor Red Sca; Columbia Wanger Asset Management LP; Reach Capital Management LLC; Giorgio Seragnoli, tramite King S.p.A. mw4w2008cite-ref-14[14]
Nel 2008 Ducati ha concesso il proprio marchio all'azienda italiana Onda Communication per la produzione di una linea di periferiche per la connessione internet tramite rete cellulare.
In seguito, per ragioni riorganizzative della catena di controllo dell'azienda, la finanziaria stessa e i suoi soci istituzionali hanno provveduto a un'mw7wOPA sulla totalità delle azioni ordinarie di Ducati non detenute. Al termine delle varie operazioni finanziarie, comprendenti operazioni di fusione per incorporazione, l'azienda ha cambiato i suoi dati fiscali senza peraltro cambiare la denominazione con cui è conosciuta e il titolo Ducati è stato ritirato dalla quotazione in mw8aborsa alla fine del mw8q2008cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]cite-ref-17[17].
Il 18 aprile mw-w2012 viene annunciata l'acquisizione di Ducati Motor Holding SpA da parte della mwaqaLamborghini Automobili S.p.A.: il gruppo Investindustrial emette un comunicato stampa che informa di aver raggiunto un accordo per la vendita della propria quota. Inoltre viene anche comunicato che gli investitori Hospitals of Ontario Pension Plan e BS Investimenti, hanno venduto anch'essi le loro partecipazioni in Ducati. In attesa di procedimenti burocratici e via libera definitivo, l'operazione ha ricevuto l'autorizzazione a procedere da parte dell'antitrust dell'Unione Europea nel giugno 2012cite-ref-18[18]. A operazioni ultimate la Ducati entrò quindi a far parte del gruppo automobilistico mwaqcAudi. A seguito della stessa operazione, la casa di elaborazione mwaqgAMG (del gruppo mwaqkMercedes Benz), con cui Ducati aveva sviluppato una collaborazione da cui erano nati un modello esclusivo, la mwaqoDucati Diavel AMG, e una serie di altri prodotti commerciali, scioglie formalmente l'alleanza per "mwaqsacquisto della compagnia da parte di un produttore rivale". Tutti i prodotti con il logo Ducati-AMG escono quindi di produzione.cite-ref-19[19]
Storia della produzione
Nel mwari1954 viene assunto l'ingegnere mwarmFabio Taglioni (mwarq1920-mwaru2001), che caratterizzerà le motociclette Ducati per tutta la seconda metà del secolo.
Nel mwarc1956 applica per la prima volta la distribuzione desmodromica ad un motore motociclistico: la Desmo 125 GP, che manca di poco la conquista dell'oro mondiale. Nel mwarg1963 si cimenta con un mwarkprototipo destinato appositamente al mercato mwarostatunitense di sempre maggiore importanza per la casa; nasce così la mwarsDucati Apollo 1260, che però resterà un esemplare unico.
Negli mwar0anni settanta sviluppa il mwar4motore bicilindrico per la mwar8750 GT che diventa uno dei fiori all'occhiello della produzione della Casa di Borgo Panigale. Sempre negli stessi anni uno dei modelli di maggior successo della casa fu lo mwasamwaseScrambler dotato di motori monocilindrici da 125, 250, 350 e 450mwasi cm³.
Tra le realizzazioni della casa bolognese è possibile menzionare la mwasg750 SS, introdotta nel mwask1974, la prima Ducati con motore a L di 90°, equipaggiata dal sistema desmodromico. Nel 1975 esce la 900SS, nel 1977 la Darmah, nel 1980 la Mike Hailwood Replica e nel 1982 la 900 S2. Il ciclo delle "desmo coppie coniche" si chiude nel 1986 con le 1000 (MHR e S2), prodotte in un numero limitato di esemplari, con la MHR che risulta il modello più venduto di questa famiglia, con 7000 esemplari tra il 1979 e il 1986cite-ref-smith2012-10-4[10]. La mwas4Pantah 500 venne introdotta nel mwas81979, disegnata sempre da Fabio Taglioni è la prima Ducati del nuovo corso con il motore dotato di comando della distribuzione a cinghia, ma ancora a 2 valvole e raffreddamento ad aria. Da questo nuovo motore derivano tutti gli altri modelli giunti fino ai nostri giorni, vincitori su tutte le piste del mondo.
Arriveranno presto la mwate750 F1 del 1985 (di cui verrà allestita una versione "Laguna Seca" per celebrare la vittoria sulla pista californiana di Marco Lucchinelli che rimane l'ultima vittoria a pari cilindrata di un bicilindrico contro le quattro cilindri giapponesi nel mondiale per derivate di serie che diverrà la attuale Superbike) e la mwatiPaso del 1986, prima moto da strada totalmente carenata, disegnata da mwatmMassimo Tamburini, uno dei due fondatori della mwatqBimota. Di questi anni sono pure le poco fortunate custom della serie "mwatuIndiana" e le Cagiva Elefant con motore Ducati. La mwaty851 progettata dall'ing. Massimo Bordi, presentata nel 1987, fu la capostipite delle moderne 4 valvole mwatcraffreddate a liquido, la prima ad adottare il mwatgmotore Desmoquattro, basato sulla tesi di laurea dello stesso ing. Bordi; il mwatkMonster venne invece introdotto nel mwato1993, disegnato da mwatsMiguel Galluzzi e la mwatw916 nel mwat01994, disegnata da mwat4Massimo Tamburini. Quest'ultima venne sviluppata negli anni seguenti con i nomi (derivati dall'aumento della cilindrata) di mwat8Ducati 996 e mwauaDucati 998.
Nel mwauy1997, ancora con il contributo di Miguel Galluzzi, la Ducati ha presentato la serie ST (sport-turismo) che si è proposta come una serie di motociclette sportive dall'utilizzo più fruibile, più protettive e comode anche per il passeggero ed in grado di essere facilmente equipaggiabili con mwaugborse e bauletti per i bagagli necessari per affrontare lunghi viaggi. La serie ST comprende la ST2 (motore a 2 valvole di 944mwauk cm³ raffreddato a liquido), la ST4 (916mwauo cm³, quattro valvole), la ST4S/ST4S ABS (996mwaus cm³, prima moto italiana ad essere equipaggiata con dispositivo mwauwABS) e la ST3; la produzione di questa serie viene cessata nel 2007.
Un'altra particolarità della casa emiliana è quella di essere stata la prima a mettere in vendita una motocicletta solamente via mwau4internet, nel mwau82000 con la mwavaDucati MH900e. Grazie al successo dell'iniziativa nasce una società apposita destinata al commercio elettronico, la mwaveDucati Com.
Nel mwavm2002 nasce la mwavqDucati 999 (disegnata dal mwavusudafricano mwavyPierre Terblanche) che sancisce la fine della gloriosa serie 916, 996, 998 (l'ultima versione della 998 fu la Final Edition). La 999 non ottiene gli stessi entusiastici consensi delle sue progenitrici ma certo non sfigura nel mwavcmondiale superbike vincendo il titolo al suo primo anno di corse con l'mwavginglese mwavkNeil Hodgson nel mwavo2003 e successivamente con un altro inglese, mwavsJames Toseland. Il dominio Ducati si interrompe nel mwavw2005, con la vittoria di mwav0Suzuki con l'mwav4australiano mwav8Troy Corser, per poi continuare nel mwawa2006 con l'australiano mwaweTroy Bayliss già vincitore del titolo nel mwawi2001 su Ducati 996.
Nel 2003 viene presentata la mwawgDucati Multistrada è una moto di categoria "on/off-road". Al momento della presentazione l'unica cilindrata offerta era di 1mwawk 000mwawo cm³, è stata affiancata nel 2005 dalla versione minore di 620mwaws cm³, prodotte entrambe fino al 2006. Nel catalogo del 2007 sono presenti due versioni della Multistrada: la 1100 e la 1100 S che verranno prodotte fino al 2009.
Entrambe montano un motore bicilindrico a L di 1078mwaw0 cm³ da 95 CV. Lo stesso motore equipaggia la Ducati Hypermotard, con la differenza che nel motore di quest'ultima la frizione è a secco. La versione base è disponibile in una sola colorazione, rossa, mentre per la versione S esistono anche le colorazioni nera e bianco perla.
Nel 2010 è stata presentata la seconda serie, con un design completamente rivisto e nella nuova cilindrata da 1200mwaw8 cm³, questa nuova serie viene sempre presentata nelle due versioni "base" e "S". Per quanto riguarda un particolare il Multistrada torna al passato, utilizzando 1 candela per cilindro anziché il sistema dual spark; inoltre guadagna il basamento Vacural che le fa perdere qualche kg, più altre parti che limano ancora il peso, inoltre la strumentazione è come quella della Ducati Streetfighter
Nel mwaxe2005 viene presentata la nuova serie SportClassic che inizialmente consta di due modelli: la mwaxmPaulSmart 1000LE e la Sport1000, entrambe prodotte nella serie versione monoposto. A partire dal mwaxu2006 la gamma SportClassic viene ulteriormente ampliata con i modelli Sport1000 Biposto e mwaxyGT1000, mentre nel mwaxc2007 viene presentata la Sport1000S. La gamma SportClassic, disegnata sempre da mwaxgPierre Terblanche, si colloca nel segmento delle moto "modern classic", cioè moto che seppur mantenendo contenuti tecnici moderni, riprendono per forme e grafica le moto Ducati prodotte negli anni '70, quali la mwaxk750 SS o la mwaxo750 GT. Tutte le moto della gamma sono dotate del propulsore a L a due valvole con comando mwaxsdesmodromico da 992cc.
Sempre nel mwaye2006, in linea con quanto dichiarato dal presidente Minoli al World Ducati Week mwaym2004, è stata presentata la versione stradale della mwayqDesmosedici, la moto che corre nel mwayumotomondiale classe mwayyMotoGP: si chiama mwaycDesmosedici RR, prima moto stradale sul mercato strettamente derivata da un prototipo da corsa.
Il mwayk2007 invece vede due novità nella gamma della casa di Borgo Panigale. La prima è l'erede della 999: si chiama mwayo1098, declinata nelle versioni 1098, 1098s e 1098s Tricolore, è dotata di un motore bicilindrico stradale che eroga 160cv; la seconda è la mwaysHypermotard, con cui Ducati scende nel campo delle mwaywsupermotard.
Alla fine del 2007 viene messa in produzione anche la versione R della 1098. La 1098R, con una cilindrata di 1198.4cc eroga una potenza di 180mway4 mway8CV (132.4mwaza KW) a 9750mwaze giri/min per 165mwazi kg di peso complessivo.
Nel mwazq2008, dopo 15 anni di onorato servizio, il Monster viene rimpiazzato da un nuovo modello denominato mwazuMonster 696 che sostituisce il vecchio mwazyMonster 695 completamente ridisegnato con una nuova impronta stilistica e soluzioni tecnica d'avanguardia come le pinze dei freni radiali mwazcBrembo, i tubi dei freni di tipo aeronautico, il mwazgcruscotto completamente digitale e la mwazkfrizione ATPC antisaltellamento.
A maggio 2008 l'autorevole rivista di settore "Motociclismo", attraverso la partecipazione popolare dei propri lettori, incorona la Ducati come il costruttore di moto sportive per antonomasia riempiendo il podio nella sezione sportive con i modelli 1098, Desmosedici RR e 848. Altri riconoscimenti si hanno nelle sezioni supermotard (primo con la Hypermotard) e naked (seconda con la Monster 696)cite-ref-20[20].
Nel gennaio mwaaq2012, dopo la presentazione all'mwaauEICMA di mwaayMilano, entra in catena di produzione il nuovo modello stradale di punta, la mwaacDucati 1199 Panigale.
A novembre mwaak2014, viene presentato all'EICMA la nuova mwaao1299 Panigale, che sostituisce la vecchia mwaas1199 Panigale (che viene tuttavia rinnovata nella versione Panigale R per poter essere utilizzata nel mondiale superbike).
In occasione dell'Intermot 2016, dopo aver ampliato la gamma Scrambler, Ducati presenta la mwaa0SuperSport, una sportiva "quotidiana" da 937cc e capace di erogare ben 113 cv. Dotata di una buona autonomia, in virtù del serbatoio da 16 litri, la "piccoletta" di Borgo Panigale monta l'ultima versione del traliccio Ducati, capace quest'ultimo e di aumentarne la maneggevolezza e di ridurne considerevolmente il peso (210mwaa4 kg). A novembre mwaa82020 viene annunciata la nuova versione conforme alla normativa anti-inquinamento Euro 5, ed equipaggiata con controlli elettronici basati sulle informazioni provenienti dalla piattaforma inerziale a 6 assi di Bosch, in grado di rilevare istantaneamente angolo di rollio, di imbardata e di beccheggio della moto nello spaziocite-ref-21[21].
Nel 2017 la casa di Borgo Panigale rivoluziona il suo top di gamma lanciando la mwabkPanigale V4cite-ref-22[22], in totale rottura col passato, viene realizzata sulla base del nuovo motore quattro cilindri a V di 90° denominato Desmosedici Stradale di 1100 cc di derivazione MotoGP in grado di erogare fino a 214 CV, che con il telaio mwab4Front Frame, un design più acuto e la nuova elettronica basato su piattaforma inerziale mwab8Bosch a 6 assi ne fanno un punto di riferimento per il settore delle supersportive. In seguito sulla base del progetto vengono lanciate anche la naked mwacaStreetfighter V4 (2019)cite-ref-23[23] e l'enduro mwacuMultistrada V4 (2021)cite-ref-24[24].
La gamma 2022
• mwac8Scrambler: Sixty2, Desert Sled, Icon, Icon Dark, Urban Motard, Cafe racer, Full Throttle, 1100 Pro, 1100 Sport Pro;
• mwadeDiavel: Diavel 1260, Diavel 1260S, XDiavel Dark, XDiavel S, XDiavel Black Star;
• mwadmHypermotard: Hypermotard 950, Hypermotard 950 RVE, Hypermotard 950 SP, Hypermotard 698 Mono;
• mwaduMonster: Monster, Monster+, 1200, 1200 S;
• mwadcMultistrada: 950, 950 S, V2, V2 S, V4, V4 S, V4 S Sport, V4 Pikes Peak, 1260 Enduro;
• mwadkPanigale: V2, V4, V4 S, V4 R, V4 SP, Superleggera V4;
• mwadsSuperSport: 950; 950 S;
• mwad0Streetfighter: V2, V4, V4 S, V4 SP.
L'azienda Ducati
Dati legali
Denominazione: Ducati Motor Holding S.p.A.
mwaekSede legale: Via Cavalieri Ducati 3 - 40132 - mwaeoBologna
mwaewCodice Fiscale: 05113870967
mwae4Partita IVA: 05113870967
Schema Societario
• Ducati U.K. Limited - mwafsMilton Keynes (mwafwGran Bretagna)
• Fondazione Ducati - Bologna
• Ducati Thailand - Bangkok (Thailandia)
• Ducati Asia Pacific - Shanghai (Cina)
• Ducati (Schweiz) AG - Wollerau (Switzerland)
Dati economici e finanziari
Dal bilancio al 31 dicembre 2006, il gruppo Ducati ha un capitale investito consolidato di circa 473,8 milioni di Euro, con un mwahmpatrimonio netto di circa 190,4 milioni di Euro, un fatturato consolidato di circa 304,8 milioni di Euro ed una perdita netta consolidata di circa 8,5 milioni di Euro.
Per quanto riguarda la sola capogruppo, il capitale investito ammonta a circa 447,6 milioni di Euro, con un patrimonio netto di circa 195,5 milioni di Euro, un fatturato di circa 257,6 milioni di Euro ed una perdita netta di circa 20 milioni di Euro.
Al 31 dicembre 2011 il gruppo Ducati occupava 1135 dipendenti, di cui 960 in organico alla capogruppo.
Le vendite di motocicli Ducati sono diffuse a livello mondiale e vengono effettuate soprattutto attraverso le società controllate. I principali mercati nel 2006 sono stati:
• Italia - 76,9 milioni di Euro
• USA - 73,2 milioni di Euro
• Francia - 28,1 milioni di Euro
• Giappone - 24 milioni di Euro
Italia e Stati Uniti rappresentano quindi quasi il 50% del totale del fatturato.
Il risultato operativo registrato nel corso del 2023 è il migliore di sempre per la Casa di Borgo Panigale, con 112 milioni di euro e un corrispondente livello di redditività aziendale che aumenta ancora rispetto all’anno precedente, raggiungendo il 10,5%. Il fatturato supera il miliardo per il secondo anno consecutivo, arrivando a 1 miliardo e 65 milioni di euro, poco sotto al risultato record raggiunto nel 2022 (1 miliardo e 89 milioni di euro).
Passando ai numeri sulle moto, nel 2023 sono state consegnate 58.224 unità in tutto il mondo. Un risultato che, pur essendo in lieve calo rispetto al 2022, colloca l'anno appena trascorso come il terzo migliore nella storia dell'azienda in termini di vendite.
Note
cite-note-dati2021-11. mwaikmwaioilsole24ore.com, mwaishttps://www.ilsole24ore.com/art/ducati-record-storico-fatturato-supera-quota-oltre-1-miliardo-euro-AEQmzZ5Cmwaiw Titolo mancante per url mwai0url (aiuto).
cite-note-22. ↑ mwajmmwajqmwajuCento anni di Ducati: dalla radio al motociclismo, su mwajymuseibologna.it. mwajcURL consultato il 16 gennaio 2026.
cite-note-33. ↑ La Duconta e il Raselet furono, rispettivamente, la prima macchina da calcolo e il primo rasoio elettrico prodotti in Italia.
cite-note-sezione-ottica-e-fotocamere-44. ↑ mwakamwakemwakiS.S.R. DUCATI - BOLOGNA, su mwakmmistermondo.com. mwakqURL consultato il 17 gennaio 2017 mwaku(archiviato dall'mwakyurl originale il 14 giugno 2017).
cite-note-55. ↑ mwakomwaksValerio Boni,mwakw pag.10.
cite-note-66. ↑ mwalamwaleValerio Boni,mwali pagg.11-13.
cite-note-77. ↑ mwalyMarco Tarozzi, mwalcAll'inizio venne il Cucciolo mwalg(2ª puntata di una serie)mwalk, in mwalomwalsCorriere dello Sport-Stadio, 27 gennaio 2026.
cite-note-88. ↑ mwal8mwamaGiannini, Ducati and the Down of MPD propulsion contiene anche riferimenti alla storia della SSR Ducati mwameArchiviatomwami il 3 novembre 2013 in mwammInternet Archivemwamq.
cite-note-99. ↑ mwamkmwamomwamsPerché mai Ducati non dovrebbe produrre uno scooter?, su mwamwantipatico.motocorse.com mwam0(archiviato dall'mwam4url originale il 19 dicembre 2013).
cite-note-smith2012-1010. ↑ mwano(mwansmwanwEN) Robert Smith, mwan0mwan4Mike Hailwood Replica: 1985 Ducati MHR Mille, su mwan8motorcycleclassics.com, www.motorcycleclassics.com, novembre/dicembre 2012. mwaoaURL consultato il 24 ottobre 2012.
cite-note-ducati-1111. ↑ mwaoqMarco Masetti, Eugenio Martera, Marco Montemaggi, Patrizia Pietrogrande, mwaoumwaoyDucati: una moto, un mito, un museo (mwaocmwaogPDF), Le Lettere, 1999, pp.mwaok 287 pagg.. mwaooURL consultato il 24 ottobre 2012. ISBN 8871664299, 9788871664293
cite-note-smith2009-1212. ↑ mwape(mwapimwapmEN) Robert Smith, mwapqmwapu1982 Ducati MHR, su mwapymotorcycleclassics.com, www.motorcycleclassics.com, settembre/ottobre 2009. mwapcURL consultato il 24 ottobre 2012.
cite-note-1313. ↑ mwapsmwapwmwap0Cronistoria della Ducati e Museo Virtuale, su mwap4ducati.it.
cite-note-1414. ↑ mwaqimwaqmmwaqqArticolo del sole 24 ore, su mwaquilsole24ore.com. mwaqyURL consultato il 26 novembre 2010 mwaqc(archiviato dall'mwaqgurl originale il 5 marzo 2016).
cite-note-1515. ↑ mwaqwmwaq0mwaq4Opa su Ducati, Investindustrial offre 390 milioni, su mwaq8ilsole24ore.com, mwaraIl Sole 24 Ore, 19 febbraio 2008. mwareURL consultato il 12 agosto 2021 mwari(archiviato dall'mwarmurl originale il 19 aprile 2013).
cite-note-1616. ↑ mwarcmwargmwarkArticolo di Milano Finanza, su mwaromilanofinanza.it. mwarsURL consultato il 6 marzo 2009 mwarw(archiviato dall'mwar0url originale il 17 novembre 2011).
cite-note-1717. ↑ mwasemwasimwasmArticolo di Yahoo Finanza, su mwasqit.biz.yahoo.com. mwasuURL consultato il 6 marzo 2009 mwasy(archiviato dall'mwascurl originale il 14 gennaio 2009).
cite-note-1818. ↑ mwassmwaswmwas0via libera dall'antitrust UE sull'acquisizione di Ducati, su mwas4modena2000.it. mwas8URL consultato il 13 agosto 2012.
cite-note-1919. ↑ mwatmmwatqmwatuMercedes: AMG stacca la spina da Ducati - News - Automoto.it, su mwatyautomoto.it.
cite-note-2020. ↑ mwatomwatsmwatwArticolo di "Repubblica", su mwat0repubblica.it.
cite-note-2121. ↑ mwauemwauimwaumDucati SuperSport 950 2021: pura sportività e utilizzo stradale quotidiano, su mwauqQuotidiano Motori, 19 novembre 2020. mwauuURL consultato il 25 novembre 2020.
cite-note-2222. ↑ mwaukmwauomwausNuova Panigale V4, su mwauwmoto.it.
cite-note-2323. ↑ mwavamwavemwaviNuova Streetfighter V4, su mwavminsella.it.
cite-note-2424. ↑ mwavcmwavgmwavkNuova Multistrada V4, su mwavomotorbox.com.
cite-note-2525. ↑ mwav4mwav8mwawaDucati: Lamborghini è la nuova proprietaria., su mwawebologna.repubblica.it.
cite-note-2626. ↑ mwawuBilancio ufficiale mwawyArchiviatomwawc il 14 novembre 2011 in mwawgInternet Archivemwawk. di esercizio al 31 dicembre 2006 (file pdf 610 kb)
cite-note-2727. ↑ mwaw4Bilancio ufficiale mwaw8Archiviatomwaxa il 14 novembre 2011 in mwaxeInternet Archivemwaxi. consolidato al 31 dicembre 2006 (file pdf 680 kb)
Bibliografia
• citerefvbValerio Boni, Ducati - Tutti i modelli dal 1946 a oggi, 1ª ed., Milano, Mondadori S.p.A., 2007, ISBN 978-88-370-5500-4.
• mwax01000 Moto - Storia, modelli, tecnica dalle origini a oggi, Firenze, Giunti Editore S.p.A. - Naumann & Göbel Verlagsgesellschaft mbH, ottobre 2011, pp. 134-146, ISBN 978-88-09-76918-2.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikiquote contiene citazioni di o su Ducati
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ducati
Collegamenti esterni
• (EN) Sito ufficiale, su ducati.com.
• Sito ufficiale, su ducati.com.
• Ducati (canale), su YouTube.